Nuova Gasogen 2 Unical

La GASOGEN 2 è una caldaia in acciaio funzionante a legna, a gasificazione totale, a fiamma rovesciata, con camera di combustione in pressione.

L'installazione delle caldaie e degli equipaggiamenti ausiliari, relativi all'impianto di riscaldamento, deve essere conforme a tutte le norme e regolamentazioni attuali ed a quanto previsto dalla legge.

L'installazione deve essere eseguita da personale autorizzato e competente.

L'avviamento delle caldaie e del relativo impianto di riscaldamento, devono essere eseguiti da una persona autorizzata.

Caldaia a legna Gasogen2

Primo avviamento
Lo scopo principale del primo avviamento, è di verificare il buon funzionamento di tutti i dispositivi di sicurezza e controllo.
Prima di lasciare l'impianto, la persona incaricata del primo avviamento, deve controllare la caldaia per almeno un ciclo completo di lavoro.
Garanzia
La garanzia della caldaia è vincolata al rispetto delle informazioni contenute in questo manuale ed ogni inosservanza o modifica la renderà nulla.
Normative
L'installatore deve rispettare le regolamentazioni locali in materia di locale caldaia, dispositivi di sicurezza, camino, linee di adduzione del combustibile,
impianti elettrici e tutte le altre disposizioni locali e istruzioni di sicurezza.
Approvazioni
Le caldaie UNICAL modello G2 sono state provate ed approvate da parte di TÜV che ha riconosciuto a queste caldaie, il certificato di conformità alle seguenti direttive:

  • Direttiva apparecchi a gas (90/396 CEE), obbligatoria dal 1/1/96.
  • Direttiva rendimenti (92/42 CEE), obbligatoria dal 1/1/98.
  • Conformità alla direttiva bassa tensione (73/23 CEE).

La targhetta dati tecnici per l'esatta gamma e modello di caldaia, fornita in una busta con i relativi documenti, fa riferimento ad un numero di fabbrica stampigliato su una piastrina in alluminio rivettata alla piastra anteriore nell'angolo superiore destro.

Utilizzazione

Queste caldaie devono essere usate per il riscaldamento dell'acqua ad una temperatura che non superi quella di ebollizione nelle condizioni di installazione.

CENNI SULLA COMBUSTIONE A FIAMMA ROVESCIATA

Tutti sanno che per far durare la fiamma di un fiammifero bisogna tenerlo con la testa all'insù. Questo perché è necessario che la fiamma non incontri nel suo moto convettivo altro combustibile oltre a quello che l'ha generata.

Poiché nel riscaldamento civile il combustibile solitamente è in pezzi che vengono caricati dall'alto, la fiamma deve andare in senso contrario, cioè verso il basso.

Il tiraggio naturale è una fonte di depressione molto variabile a seconda dei camini, delle condizioni atmosferiche, del tipo di combustibile, ecc. È necessario pertanto integrarlo con una centrale di ventilazione forzata che ne stabilizzi gli effetti.

Con l'applicazione di un ventilatore è possibile ridurre di molto la sezione di passaggio dei gas sulla griglia ed inoltre non si hanno problemi di partenza a camino freddo. La griglia piccola consente passaggi più controllati di aria comburente, contrariamente a quanto avviene con le grandi griglie tradizionali.

L'aria potrà essere dosata perfettamente in quanto la griglia coperta di combustibile acceso presenta la stessa resistenza all'attraversamento e così la combustione sarà sempre ottimale.

Già da anni la Unical ha concretizzato questo principio di combustione con il Gasogen. Arrivando alla seconda generazione, il Gasogen 2 oggi ha raggiunto livelli di perfezione tali da superare tutte le più restrittive prove richieste dalla normativa europea vigente in materia di emissioni.

DATI TECNICI - STRUTTURA DELLA CALDAIA GASOGEN 2

Il corpo caldaia è formato da due elementi ovoidali l'uno inserito all'interno dell'altro, in modo che tra i due si formi una intercapedine d'acqua.

Il magazzino legna, di grande capacità, ha una particolare pigiata in refrattario ad elevata resistenza termica e meccanica allo scopo di mantenere secca la zona di by-pass in ogni condizione di esercizio.

struttura caldaia Gasogen2

1. Magazzino legna, zona di essiccamento
2. Zona di gasificazione
3. Zona braci
4. Bruciatore in refrattario
5. Camera di combustione
6. Superficie di scambio termico
7. Culla in acciaio refrattario
8. Acqua di caldaia
9.Scambiatore di sicurezza

M Mandata acqua calda impianto

R Ritorno impianto

Gasogen 2 schema

ZONA DI GASIFICAZIONE

Nella parte bassa del magazzino legna avviene la gasificazione.

È molto importante che la gasificazione sia la più regolare possibile nel tempo in modo da non sovraccaricare di gas il bruciatore.
La velocità di gasificazione dipende dalla quantità del combustibile e dalle dimensioni della zona di essiccamento. In generale la legna molto secca sarà preferita in pezzi grossi mentre la legna umida in pezzi più piccoli.

La quantità di aria primaria, proporzionale alla potenza erogata, viene dosata per mezzo del sistema di regolazione come descritto a pag. 22 del manuale delle istruzioni.

SUPERFICIE DI SCAMBIO

Funzionando a legna e non essendoci percentuali altissime di zolfo, è importante ottenere temperature dei fumi molto basse per migliorare il rendimento all'acqua. Si è optato quindi per un tipo di superficie di scambio a passaggi secchi (fig. 2), già ampiamente collaudato per le caldaie a gasolio funzionanti con acqua a bassa temperatura, permettendo basse temperature dei fumi senza pericolo di condensazioni. Le superfici dei condotti secchi "A" (fig. 2) sono dotate di tagli, onde evitare problemi di dilatazione.

I residui solidi della combustione (ceneri), che si appoggiano sulla culla in acciaio refrattario (fig. 1, pos. 7 del libretto istruzioni) ad alta temperatura diverranno col tempo sempre più leggeri sino a che saranno trascinati dalla velocità dei gas e si depositeranno nella zona più bassa della camera fumo posteriore dalla quale verranno rimossi durante le operazioni di pulizia.

BRUCIATORE IN REFRATTARIO

Il bruciatore è composto da una pietra refrattaria (fig. 1, pos. 4 del libretto istruzioni). Tale pietra presenta un'apertura ovale centrale da cui passa la fiamma.

Le braci appoggiano direttamente sulla pietra che in pratica divide il magazzino del combustibile dalla camera di combustione inferiore.

La pietra refrattaria principale presenta inoltre un incavo rettangolare entro il quale sono posati i barrotti in ghisa opportunamente scanalati (fig. 3, pos. 2 del libretto istruzioni) che ricevono l'aria secondaria da un distributore anteriore.

La caduta delle braci è impedita da tondi in acciaio refrattario. I gas di combustione, poveri di ossigeno ed ancora ricchi di carbonio non ancora combinato, attraversano le braci ed entrano nell'apertura al centro della pietra principale. All'interno di tale precamera di combustione, i gas si combinano con l'aria secondaria preriscaldata che giunge attraverso le scanalature dei due barrotti in ghisa. Ne risulterà una fiamma altamente ossigenata e tendente all'azzurro. Tale fiamma esce dall'apertura ovale ed invade la camera di combustione. Date le temperature in gioco, il bruciatore in refrattario assumerà un colore rosso vivo.

CAMERA DI COMBUSTIONE

La combustione si è ottimizzata innalzando la temperatura di fiamma e producendo nella camera inferiore una forte turbolenza.

A questo scopo la fiamma, oltre a non vedere pareti fredde bagnate dall'acqua, rimbalza e si divide su una culla a sviluppo semicilindrico appoggiata sulle superfici di scambio inferiori che, oltre a delimitare i passaggi di fumo, ha anche il compito di raccogliere la cenere ed eventuali pezzi di combustibile.

Le fiamme, dopo aver rimbalzato sulle pareti della zona inferiore e dei refrattari si dirigono con moto vorticoso verso la parte anteriore del generatore ed infilano i condotti fumo. La combustione sarà completa e pulita ed il colore dominante sarà quello delle ceneri: il bianco.

PERCORSO DELL'ARIA E DEI GAS DI COMBUSTIONE

Percorso aria gas combustione Gasogen 2

  • M = Mandata acqua calda
  • R = Ritorno impianto
  • P = Aria primaria
  • S = Aria secondaria
  • F = Fumi

La legna da ardere, come noto, ha di norma un elevato contenuto di umidità rispetto ad altri tipi di combustibili. La prima operazione che avviene all'interno del magazzino della legna è di conseguenza l'essiccazione.

La forte percentuale di umidità potrà quindi dare origine a vistosi fenomeni di condensa in caldaia ed anche nel camino. Al fine di limitare questo inconveniente è necessario mantenere elevata la temperatura di esercizio della caldaia. Quindi per regolare la temperatura in mandata è necessario prevedere una valvola miscelatrice a 3 o 4 vie. La mancata installazione della valvola miscelatrice comporta l'annullamento della garanzia.

Sempre allo scopo di ridurre le conseguenze della formazione di condensa (colature di catrame, corrosione, ecc.) è opportuno dimensionare volta per volta la carica di combustibile alla effettiva necessità, in modo da evitare lunghe soste con il magazzino totalmente riempito di legna umida. Tuttavia tutti questi accorgimenti non impediscono la formazione di condensa nel camino. Pertanto si consiglia, nella costruzione del camino, di impiegare strutture a tenuta, onde evitare che la condensa danneggi la struttura edile.

Informazioni tratte dal libretto istruzioni Unical.

Altre informazioni tecniche si trovano sul manuale istruzioni della caldaia sul sito della Unical.

Vedi anche http://www.fuocoelegna.it/gasogen.php