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Impianto termico con caldaia a legna



17.01.07

Riceviamo da un nostro visitatore e frequentatore del forum (nickname: psq), che per ragioni di privacy preferisce restare anonimo, un interessante contributo di immagini e spiegazioni sull'impianto termico a legna da lui messo a punto.


Gentile staff di fuocoelegna, vi mando le prime impressioni d'uso dell'impianto che ho appena finito di montare:

Si tratta dell'ampliamento di un impianto per scaldare acqua calda sanitaria e fluido primario per termosifoni di una casa indipendente. L'ampliamento è stato effettuato inserendo una caldaia a legna funzionante con il principio della gassificazione ed inversione di fiamma, un accumulatore inerziale da 1500L e due pannelli solari termici.

L' impianto termico a legna con accumulatore da 1500 litri

L'accumulatore è il cuore dell'impianto ed elemento fondamentale per il funzionamento confortevole ed efficiente di un generatore a legna, esso riceve acqua calda dalla nuova caldaia ma potenzialmente anche dai vecchi generatori, una caldaia a gasolio ed una termocucina che istallai una decina di anni fa.

La caldaia a legna

La nuova caldaia è un prodotto italiano molto robusta, oltre 500kg di lamiere da 8 mm e largo uso di acciaio Inox; è caratterizzata dal fatto di avere la camera di combustione in materiale refrattario e scambiatori di calore orizzontali a secco per una rapida ed agevole pulizia.

Camera di combustione

Le spesse pareti in materiale refrattario che compongono la camera di combustione permettono alla fiamma di raggiungere temperature elevatissime, ne risulta una combustione ottimale con minimi residui di cenere e totale assenza di fumo.

La caldaia è a controllo elettromeccanico quindi non assistita da microprocessore e sonda lambda ed è priva di modulazione di fiamma, questo non rappresenta un problema in quanto, abbinata all'accumulatore inerziale, lavora sempre al massimo regime ottimizzando rendimenti e consumi inoltre l'afflusso d'aria comburente è regolabile con precisione micrometrica mediante due grosse viti in acciaio Inox, pertanto una volta effettuata la giusta "carburazione" non è più necessario effettuare correzioni.

Magazzino legna  Camera di gassificazione

In acciaio inox sono il rivestimento interno del magazzino legna ed il bruciatore centrale dove si innesca la combustione del gas favorita dall'afflusso di aria secondaria ad alta temperatura.

Il vano di carico è facilmente accessibile e di generosa capacità. In questo periodo (fine novembre) è sufficiente una carica ogni 24 ore per mantenere l'accumulatore in temperatura. Ho pesato una decina di cariche ottenendo un peso medio di 35kg usando legna secca di robinia; il requisito necessario ad ottenere alti rendimenti è che la legna sia lunga quanto il vano di carico e disposta ordinatamente lasciando meno spazi vuoti possibile; l'autonomia di una carica è di circa 5 ore a funzionamento continuo.

Impianto con termovar  Particolare del gruppo termovar

La caldaia è collegata all'accumulatore tramite il gruppo termovar, un dispositivo che integra una valvola miscelatrice termostatica a tre vie una valvola di bilanciamento un circolatore e tre termometri per tenere sempre sotto controllo la temperatura di mandata e ritorno dal puffer e di ritorno in caldaia; il gruppo provvede a mantenere costantemente la temperatura di ritorno in caldaia sopra i 70 gradi C al fine di prevenire la formazione di condensa corrosiva.

Il termovar contribuisce anche ad un rapido caricamento del puffer con stratificazione della temperatura dell'acqua, ed in caso di mancanza di elettricità permette la circolazione naturale tra caldaia e puffer.

Particolare impianto termico con vasi di espansione  Particolare circolatore e valvola miscelatrice

A completamento dell'impianto ho montato due pannelli solari termici sul tetto collegati al serpentino dell'accumulatore mentre l'acqua calda per uso sanitario è fornita da un bollitore interno all'accumulatore, ho istallato anche un circolatore per il ricircolo dell'acqua calda sanitaria dato che la centrale termica è distante dalla casa.

Testi e immagini di Psq

Di Staff Fuocoelegna del 17.01.07 21:30





Commenti

Ciao psq presto manderò anch'io un servizio sul mio impianto che non si discosta dal tuo di molto e immagino, come te, mi trovo benissimo, volevo chiederti i kw della caldaia e la superfice o il volume che riscaldi e mi sembra di notare che il caricamento del puffer avvenga esclusivamente dall'alto se è cosi mi puoi spiegare, ciao enrico

Inviato da: enrico il 18.01.07 19:04

Ciao Enrico
La caldaia è da 25000kcal/h e scalda una abitazione da 250 m su 2 piani piu un piano seminterrato di altri 50m.
Il termoaccumulatore ha due volumi separati, il volme esterno cotiene il fluido primario dell'impianto ed ha due raccordi in alto uno che riceve h2o dalla caldaia ed uno che manda verso i radiatori, altri due raccordi in basso che sono il ritorno verso la caldaia ed il ritorno dai radiatori, piu altri 2 raccordi a metà altezza ai quali ho collegato la mandata di una termocucina che avevo gia da prima e non ho più acceso! Il volume più interno contiene h2o sanitaria ha tre raccordi, uno in basso dove arriva l'acqua fredda dalla rete di adduzione e due in alto che sono uscita h2o calda e ricircolo.
Nel volume prncipale c'è anche un serpentino collegato ai pannelli solari termici.
Tra il puffer ed i radiatori ho messo una robusta valvola miscelatrice a 4 vie con volantino manuale per regolare la temperatura di mandata ai termo.

Inviato da: psq il 18.01.07 21:16

Bene Enrico, aspetto di vedere come è fatto il tuo impianto termico.

Inviato da: Piero fuocoelegna il 19.01.07 17:54

ciao Psq, ovvero Toifel!
Bel servizio (l'avevo già visto in anteprima...), se volete vi invierò anch'io le foto e le "impressioni di guida" dei miei impianti (caldaia policombustibile e termostufa idro).
Una domanda: il gruppo Termovar, si può montare su un termocamino policombustibile che scalda direttamante i termosifoni (imp. a vaso aperto)? E' utile, superfluo o dannoso?
Saluti a tutti
massimo

Inviato da: tekneri il 24.01.07 22:33

Ciao Massimo

Il gruppo termovar serve essenzialmente per garantire un ritorno dell'acqua in caldaia ad una temperatura superiore al punto di condensazione dei fumi.Il gruppo è disponibile in due versioni con ritorno minimo a 72° o 80°; raggiunta la temperatura 72/80 le valvole di cui è dotato iniziano ad aprire verso i radiatori (nel mio caso il puffer).
Un risultato simile mi è stato detto che si può ottenere inserendo una valvola miscelatrice a 3 vie.
Una cosa è certa, bisogna evitare di far tornare acqua fredda in caldaia.
ciao
pasquale
ps immagino lo abbia visto su plc :)

Inviato da: psq il 25.01.07 16:50

Nella presentazione del Suo articolo leggo “.... vi mando le prime impressioni d'uso dell'impianto ....”, però mi dà l’impressione di essere più una descrizione di montaggio che una relazione sulle impressioni di gestione.
Da quel che ho letto mi pare che l’impianto sia stato realizzato seguendo i crismi di quello che viene normalmente detto “a regola d’arte”, ma sarebbe però interessante sapere le Sue sensazioni e se le Sue aspettative sono state soddisfatte o meno, o se ha dei dubbi su qualcosa che con il senno del poi non avrebbe fatto o avrebbe fatto diversamente..
Dato che mi pare d’aver capito che l’impianto è funzionante sarebbe appunto interessante sapere alcuni dati: quali la temperatura di scarico dei fumi, ogni quanto rimuove la cenere, ecc…
Grazie, saluti
Giancarlo


Inviato da: Giancarlo il 25.01.07 18:19

Scusa se mi intrometto ma giustamente Giancarlo vuole impressioni e visto che il mio impianto non si discosta di molto dal tuo vediamo se abbiamo le stesse impressioni cosi da dare un contributo a chi segue .Le differenze sono caldaia austriaca a gestione elettronica puffer 2000 l (per mia scelta) 3 vie sul puffer e slla caldaia acqua sanitaria separata con solare annesso(sorprendente).4 mesi di utilizzo : premetto che avevo un riscaldamento a gasolio eliminato completamente per 200mq ,il caldo c'è anche più di prima impressionante è la rapidità con cui si riscalda la casa (acqua70° subito nei caloriferi),manutenzione settimanale alcune volte passano anche 10gg della cenere residua tempo stimato 5 muniti stando abbondanti ,2 carichi di legna giornalieri con temperatute esterne da 0° in giù diciamo 1 abbondante per le temperature di questo inverno al nord.La caldaia ha un volume di carico 150 l corrispondenti mediamenTe a 50 kg di legna forte di robina , qui mi sento di dire vedendo le rese in base alla legna che ho avuto ottime con robinia di piante vecchie(con un carico ho raggiunto il 77% del puffer mentre andavano i caloriferi) importante poi la lunghezza della legna ,deve occupare al meglio lo spazio di carico, logicamente la caldaia a legna come si vede bene ha bisogno di un locale più grande e il puffer dalla mia esperienza è insostituibile , grazie e scusa psq se mi sono intromesso cosi possiamo confrontare le nostre esperienze per far capire come e cosa scegliere agli utenti ciao enrico

Inviato da: Enrico il 25.01.07 19:32

Giancarlo

Ritengo di essere soddisfatto:
Fino a l'anno scorso avevo la termocucina senza accumulo e consumavo lo stesso quantitativo di legna, la differenza è che prima avevo un calore discontinuo con picchi eccessivi quando non desiderati durante il giorno, freddo la notte e gelo in prima mattina, ora ho 21° costanti pur senza aver messo un sistema sofisticato di termoregolazione; ho solo un termostato ambiente on/off che agisce sul circolatore impianto.
Prima dovevo scarrellarmi un quintale di legna al giorno da fuori a dentro casa con pioggia neve, un pasticcio in cucina, oggi ho il deposito legna adiacente al locale caldaia con approvvigionamento stagionale. Prima dovevo rimuovere un secchio di cenere al giorno con coseguente polverone dentro casa, ora la cenere prodotta è pochissima la rimuovo ogni 3 - 4 gg e gli scambiatori restano sempre puliti.
Se tornassi in dietro probabilmete prenderei un termoaccumulatore più grande.
La mia scelta era caduta sul 1500L in quanto basandomi sulla formula Vacc [l] = PN [kW] · 40 quello è il valore che usciva, inoltre non sapevo quanto la caldaia avrebbe impiegato per scaldare tutta quell'acqua e temevo che aumentando il volume del puffer avrebbe impiegato troppo tempo per erogare acqua calda partendo da freddo.
La realtà è che una volta accesa la caldaia essa inizia ad immettere h2o a 90° nella parte alta dell'accumulatore e sempre dalla parte alta avviene il prelievo verso i radiatori quindi non è necessario attendere che tutto il puffer vada in temperatura per scaldare casa;in definitiva un maggior volume dell'accumulo si sarebbe tradotto in un maggior comfort con autonomia ulteriormente aumentata.
Caricando la caldaia alle 22:00 la mattina alle 8 la trovo spenta (chissà da quanto) ma la parte alta del termoaccumulatore è ancora ad 80°; alcune mattine (domenica ad es) carico la caldaia alle 10:00 o anche più tardi, ed i radiatori restano ancora caldi.
In quanto alla temperatura dei fumi, è regolata da un termostato del quadro comandi della caldaia, che spegne il ventilatore se superano i 180°, finora non è mai intervenuto.
pasquale

Inviato da: psq il 25.01.07 19:47

enrico
non avevo letto il tuo intervento, mi sembra che le impressioni convergano.
La mia caldaia ha un volume di carico minore, 100l,
e infatti il peso di ogni carica usando robinia secca, è di circa 35kg. Da un mesetto stò usando rovere, non ho pesato le cariche, ma a parità di volume mi sembra sia molto più pesante, anche la resa è aumentata considerevolmente. Confermo la rapidità con cui si scalda la casa (e la mia è mal coibentata)
ciao
pasquale

Inviato da: psq il 25.01.07 19:58

Salve
leggo con piacere le risposte al mio quesito.
Anch'io quest'anno ho montato una caldaia a legna tedesca, anche se non sono ancora riuscito ad accenderla (nel senso che non ho finito l'impianto in tempo) ad ogni modo mi ha già fatto risparmiare almeno € 2000,00 di gasolio, perchè mi sono dovuto arrangiare con una grossa stufa da riscaldamento che avevo da diversi anni , ma che ho usato poco. E', consentitemi, una palla !!!!!
La cosa che mi dà più fastidio è la polvere che si sviluppa nel pulirla.
Ritornando alla mia caldaia due miei amici che invece l'hanno messa in funzione in tempo sono soddisfattissimi, anche se in un primo tempo erano titutbanti per l'investimento che dovevano sostenere.
Tanto è vero che un terzo non l'ha presa perchè troppo cara, si è rivolto su una di produzione italiana e l'altra sera mi ha confidato che ha fatto una stupidaggine, tanto è vero che pensa già di sostituirla.
Loro fanno un carico al mattino con un vano di carico di 180lt (non so il peso di legna, anche perchè stanno facendo pulizia dei "rottami")e questo basta a riempire il puffer e ad essere abbondantemente sufficienti fino al mattino.
I fumi escono a meno di 200°C e la puliscono una volta alla settimana.
Domanda: ma secondo Voi c'è davvero tutta questa differenza tra le caldaie a legna tedesche/austriache e quelle italiane?
Alla prossima
Saluti
Giancarlo

NB: per il puffer il calcolo di base da fare secondo esperienza tedesca è di 50lt x ogni KW di potenza max della caldaia. Quindi con 25 Kw x 50 non è che sei andato molto fuori

Inviato da: Giancarlo il 26.01.07 19:10

Ciao Giancarlo se riusciamo ad essere obbiettivi e a trovare i pregi e non dico i difetti ma possibili migliori utilizzazioni o migliorie all'impianto sai quanti dubbi potremmo risolvere , dico questo perchè non auguro a nessuno il mio travaglio nella scelta notando poi che poche persone se ne intendevano e sapevano ciò che dicevano .Alla fine forse potremo dare grazie alla nostra esperienza sul "campo" un quadro più completo sulle scelte tecniche dei vari produttori europei .

Inviato da: Enrico il 27.01.07 10:42

Come descritto nell'articolo la caldaia è italiana.
La scelta è avvenuta dopo una meticolosa selezione di tutte le marche commercializzate e distribuite nel nord Italia, ed è stata condizionata da esigenze di contenimento della spesa e da ragioni pratiche.
Indubbiamente le tre caldaie austriache che ho visto sono sicuramente migliori di quella scelta da me; sono tutte dotate di controllo elettronco con sonda lambda e saracinesche per l'aria motorizzate. Anche il volume del magazzino legna è più capace e quindi l'autonoma è maggiore ma ...preventivi da 12000 a 15000€! ovviamente solo fornitura.
Al che o iniziato a vedere le proposte italiane, anche in questo caso ci sono prodotti con caratteristiche diverse la più sofisticata ha un microprocessore per la modulazione della fiamma ma non la sonda lambda. Io ho considerato che mettendo il puffer la modulazione della fiamma non mi serve. La scelta è caduta infine su questo modello completamente meccanica molto robusta (580 kg) e semplice da usare con un vano di carico facilmente accessibile oltretutto costa un quinto di quelle, sicuramente migliori, austriache.

Inviato da: psq il 27.01.07 21:12

Sono alle prese con un collegamento tra camino a legna da 35KW con vaso aperto e una caldaia murale BERETTA da 30 KW (vaso chiuso).Otre alla pompa di circoazione della caldaia, devo inserirne una seconda per aumentare la portata ela prevalenza trattandosi di una casa grande.
Chiedo a chi ne sà piu' di me come posso fare e se i due sistemi (vaso aperto e vaso chiuso) sono compatibili.Inoltre come posso fare a fare in modo che quando accendo il camino, si spenga automaticamante la caldaia. Quest'ultima produce acqua calda sanitari trami un bollitore accumulo da essa collegata.Grazie a chi vorrà consigliarmi.

Inviato da: riky il 27.01.07 21:23

Ciao Pasquale ilprimo criterio io profano in caldaia che ho adottato è stato il peso e onestamente a parte la tua le altre italiane pesavano anche mediamente la metà di quelle austriache (700 kg vuota la mia )per il prezzo ho trovato diversità notevoli sia tra le italiane che tra le straniere si passava dai 14000 ai 7000 compreso il puffer della mia tanto è vero che sono stato indeciso fino all'ultimo proprio per questo temevo che mi consegnassero solo l'involucro. D'altronde non so se sei andato sul sito svizzero dei label di qualità era tra le poche menzionate, dopo lungo ripensamenti ho deciso e ne sono contentissimo , per il prezzo posso provarlo perchè è stato tutto scritto su fattura per avere il contributo .Per quanto riguarda la combustione controllata devo essere sincero forse io con un puffer cosi'grande non è necessario mentre con puffer più piccoli forse è più utile ciao Enrico

Inviato da: Enrico il 28.01.07 13:30

ciao Riky,
la soluzione per coniugare vaso aperto-vaso chiuso consiste nell'inserire uno scambiatore a piastre tra le i due impianti.
Questo sistema è molto ben descritto nel sito www.mgsaldature.com nell'articolo M3000 (che è anche animato).
Io la prossima settimana devo montare un termocamino/caldaia, ma faccio in un altro modo: sostituisco la caldaia GPL esistente con una Cosmogas, caldaia che ha il pregio di funzionare anche su impianti con poca pressione (http://www.cosmogas.com/html/page_3_Vers_spec_termocamino.html)

A parità di costi, hai una caldaia nuova (e tutti i contributi del caso...)

Sei (siete) invitato a vedere i risultati, e magari a gustarti una succulenta grigliata cerimoniale.
Invito valido per tutti i partecipanti al forum.

ciao
massimo

Inviato da: tekneri il 28.01.07 15:45

Salve
sono contento se chi ha acquistato una caldaia italiana o tedesca o austriaca sia egualmente soddisfatto, ma il problema penso sia un altro. A quale valore, in una scala comune, posso dare alla soddisfazione di "Pinco" rispetto a quella di "Pallo". Su quale scala comune la posso parametrare?
Il peso di una caldaia può essere un fattore importante, ma non è indicativo di qualità o di robustezza, semmai lo può essere il tipo di lega metallica utilizzata senza per questo cambiare di molto il suo peso.
E' quindi molto più importante sapere con che materiale e con quale metodologia è stato realizzato il prodotto, per dare eventualmente un valore al prezzo e quindi poter valutare se tale differenza è giustificabile.
Con questo non voglio dire che il peso sia un parametro adottato per una verifica superficiale (tante volte influenza anche me), ma sarebbe il caso di approfondire il discorso su dati meno opinabili, quali possono essere i dati tecnici (sempre che sia possibile saperli e che vengano resi disponibili dalle case costruttrici e vengano riportati con esattezza e per intero).
Altro fattore che rende, secondo me, il prezzo discutibile, come ho verificato più volte sulla mia pelle, è che quello più alto non sempre è indice di qualità ed altre volte non è detto che il prezzo più basso sia il più conveniente e che nel tempo si riveli molto più caro di quello ritenuto più alto.
Concludo questa mail più filosofica che tecnica, chiedendo scusa per il divagare, riportando un “motto” che identifica molto bene, a mio avviso quanto su espresso e poter magari iniziare una nuova discussione.
Saluti, Giancarlo

E' IMPRUDENTE PAGARE TROPPO, MA PEGGIO ANCORA E' PAGARE TROPPO POCO.

QUANDO PAGHI TROPPO, PERDI UN PO' DI SOLDI, E' VERO, MA E' TUTTO QUI.

QUANDO INVECE PAGHI TROPPO POCO, RISCHI DI PERDERE TUTTO, PERCHE' CIO' CHE HAI COMPERATO NON E' IN GRADO DI FARE IL LAVORO PER CUI L'AVEVI ACQUISTATO.

LA LEGGE COMUNE DEGLI AFFARI NEGA LA POSSIBILITA’ DI PAGARE POCO ED OTTENERE MOLTO: CIO' NON PUO' ACCADERE.

SE TRATTI CON L'OFFERENTE MENO CARO, E' BENE CHE TU PREVEDA UNA CERTA RISERVA PER COPRIRTI DAL RISCHIO CHE CORRI.

MA SE PUOI FARE CIO', AVRAI CERTAMENTE ABBASTANZA DENARO PER COMPRARE QUALCOSA DI MEGLIO.

John Ruskin

Inviato da: Giancarlo il 30.01.07 18:49

Ciao John mi sembra che il superficiale sia tu leggi attentamente ,in altri stati le caldaie vengono "parametrate" come dici tu e basta andare a visitare i siti di tali organi statali e università che hanno testato le caldaie per farsi un idea , poi nonostante tutto io che vado ha comperare una caldaia corro sempre il rischio della fregatura , nel caso mio e mi sento di dire di Pasquale mi sembra che nonostante il tuo pessimismo abbiamo fatto una scelta sicuramente intelligente, sei sempre il ben accetto a casa mia per vedere la caldaia come funziona i rendimenti e la documentazione tecnica annessa, poi trarrai le tue conclusioni, mai trarre conclusioni generali filosofiche prima di aver verificato il particolare , tanti particolari fanno una generalizzazione riconosciuta , questa è la mia filosofia , ciao e grazie per lo spunto polemico

Inviato da: Enrico il 31.01.07 12:33

Salve, Enrico
forse hai frainteso io non mi riferivo a nessuno in particolare, e tanto meno mi riferivo a questo impianto anzi io non ho assolutamente niente da ridire anzi mi trovi concorde in molte cose, era un discorso generico come mi pareva di aver capito dalle ultime mail pervenute.
Non intendevo portare il discorso sul piano personale e tanto meno criticare l'operato di nessuno. Come potrei asserire certe cose se non so nemmeno che tipo di caldaia è?
Non è detto che venga a trovarti un giorno.
Saluti

Inviato da: Giancarlo il 31.01.07 15:24

Scusa Giancarlo ho frainteso, ma portare la discussione su argomenti troppo tecnici può essere controproducente io tu e altri possiamo dire che un impianto fatto come quello di Pasquale funziona anzi va molto bene e la sua la mia forse anche la tua caldaia rispettano le caratteriatiche tecniche per cui le abbiamo pagate e almeno io nonostante 8 mesi di girovagare a confrontare caldaie mi ritengo fortunato perchè in italia il mercato è talmente ancora piccolo che non ha una ben precisa identità tecnica, vedi i termocamini, sai quanti problemi dati da montaggi non conformi alle direttive tecniche, ciao Giancarlo e scusa ancora

Inviato da: Enrico il 31.01.07 19:36

Ciao,
per Enrico tutto OK.
Però provare di dare qualche dato in più si potrebbe tentare, magari con l'aiuto di qualcuno più preparato di me/noi. Senza scendere in particolari troppo impegnativi ( e che se la sente), si potrebbe innanzitutto indicare che tipo di caldaia abbiamo comprato (ditta e modello, sempre che si possa dire, senza sarebbe limitativo), la sua potenza, il costo, e magari anche il rendimento dichiarato. Se poi volessimo leggendo i libretti d'istruzione anche riportare i vari dati sull'inquinamento (anche se credo sia un po' difficile averli in quanto potrebbe cascarci "l'asino").
Il problema di cui accenno, e che mi riferivo nelle mail precedenti, era di aprire una discussione appunto sull'inquinamento.
Quando ho incominciato la mia ricerca della caldaia da acquistare il problema principale che mi sono posto non è stato subito tanto il prezzo, ma quanto inquinasse. Non mi riferisco al CO che come è noto si bilancia, ma alle polveri sottili ed all'inquinamento dovuto al legname magari non vergine, cioè di recupero (penso abbiamo tutti legna recuperata da smaltire, tipo pallets, mobili,ecc ... e dato che oggi è un problema smaltirli .....).
Il fatto è che oggi non sono molti a scaldarsi a legna, mentre è mio pensiero che la sua applicazione salirà in modo espoenziale. Quando saranno abbastanza ad usare questo tipo di combustibile ci saranno regole ben precise da rispettare ed allora ci sarà il rischio di aver comprato un prodotto che magari tra 4-5 anni sarà obsoleto e non più a norma. Questo è quanto accaduto in Paesi più avanti di noi.
Saluti
Giancarlo

Inviato da: Giancarlo il 02.02.07 18:48

Ciao Giancarlo allegato alla caldaia come ho già detto sul forum c'è un papiro di circa 38 pagine in cui vengono dichiarate tutte le emissioni della caldaia nelle varie fasi di combustione con tanto di grafici e con precisione teutonica e devo essere sincero anche questo ha contribuito alla mia scelta, per quanto riguarda la marca non è tra le più famose ,Kob o Froling, qui potrei agganciarmi al tuo discorso sulla qualità e prezzo però è tra le caldaie che hanno più marchi di qualità e ora devo essere sincero confermo questi attestati. L'impianto:l'installazione della caldaia è stata eseguita mediante tubazioni in acciaio zincato da 1,1/4 corredata da raccorderia in ghisa malleabile zincata e relative valvole di intercettazione a sfera per poter svolgere una eventuale manutenzione senza dover svuotare il puffer che ha una capacità di 2mc. Sono state installate due valvole a tre vie motorizzate per tenere la temperatura del ritorno della caldaia a 70 c° e per avere la temperatura dell'acqua di mandata subito disponibile per il riscaldamento della casa e del boiler senza aspettare che il puffer sia completamente riscaldato (la valvola a tre vie permette di prelevare il ritorno del puffer ad una temperatura maggiore) 3 elettropompe provvedono alla circolazione nel puffer, nel boiler nell'impianto di riscaldamento e sono gestite dalla centralina della caldaia e dalle sonde. Il termostato ambiente regola la temperatura e gli orari di riscaldamento nell'abitazione. I collegamenti alle tubazioni del vecchio impianto sono con il nuovo locale caldaia sono stati eseguiti in "Accorn"(materiale plastico) di diametri appropiati. Caldaia:potenza 30kw teperatura fumi 165 c° ( carico nominale) peso 700kg volume carico 150 lt . Camera di combustione isolata in ceramica sonda lambda per l'adeguamento automatico al combustibile usato, motore di regolazione aria dell'aria primaria e secondaria con retrosegnalazione sorveglata dell'impostazione alla regolazione , aspirazione dell'aria per la combustione dietro lo sportello isolato, utilizzazione delle perdite di calore derivanti dagli sportelli della caldaia per il preriscaldamento dell'aria per la combustione ,perdite per irraggiamento 0,78%, ventilatore aspiratore gas di scarico silenziosissimo a regolazione continua con segnalazione del numero di giri a basso assorbimento di corremte (max 76W) per la regolazione del rendimento della caldaia . Volevo spedire questa relazione allo staff di fuocoelegna ma le linee guida della relazione di psq sono anche le mie salvo queste note che vi ho dato ,grazie e ciao a tutti

Inviato da: Enrico il 02.02.07 19:53

Giancarlo
Non indico la marca ed il modello perchè non so se è contro il regolamento del sito e non vorrei mettere in difficoltà chi lo amministra.
Per quanto riguarda le considerazioni sull'inquinamento non credo che la cenere di legna costituisca un inquinamento da particolato, francamente poi non credo neanche che questi sistemi di riscaldamento possano in futuro avere una diffusione di massa; non bisogna dimenticare che oltre ai pro descritti negli interventi sotto ci sono anche i contro:
Ad esempio riscaldarsi con un impianto come il mio implica disporre di un ampio spazio dove stoccare la legna. Se ne consumano 180 quintali l'anno ed è necessario conservarne almeno il doppio perchè la legna và bruciata dopo 2 anni di stagionatura.
Una simile quantità di legna equivale ad un autotreno con rimorchio o un bilico. Oltre a questo la legna va poi tagliata a misura spaccata e trasportata in una legnaia adiacente alla caldaia.
pasquale

Inviato da: psq il 03.02.07 22:14

Saluti
giusto, condivido. Si può avere un riferimento internet dove poter consultare i dati di cui parliamo ed anche il label che Vi riferivate sulle caldaie? Grazie.
Saluti
Giancarlo
myqmon@tin.it

Inviato da: Giancarlo il 05.02.07 15:52

Ciao Enrico, potrei sapere anche in privato qual'è la caldaia di cui stai parlando?
grazie
m.lischi@alice.it

Inviato da: maurizio il 07.02.07 20:56

Sono italiano. Vivo in Polonia.
Dovendo costruire una villa di circa 640 mq. complessivi (n.b. superficie utilizzabile tutti i giorni circa 32o mq., resto nei wek-end per gli ospiti) sono orientato ad installare un camino a legna giornaliero a ceppi, per il riscaldamento parziale, e doccie con potenza non iferiore a 34 kw di potenza.
Contemponariamente vorrei dei consigli per potere installare una stufa termica da alimentare a ceppi, oppure a trucioli con cloclea. In Polonia la materia prima non manca.
Saro' grado a tutti coloro che vorranno darmi dei suggerimenti sui tipi di caminetti e stufe, oltre che a quali produttori rivolrgermi in Italia.

Cordiali saluti. Enzo

Inviato da: lavoroitalia.onet.pl il 01.03.07 12:09

la caldaia in foto è molto difficile da trovare sul web ma insistendo ci si riesce,vorrei sapere solo se richiede l'installazione a vaso aperto o chiuso,e quanto costa il modello in foto.

Inviato da: roby80 il 20.11.07 11:51

interessantissimo......

Inviato da: er sola il 17.12.07 18:54

ciao io ho il mettano,devo ampliare la casa vorrei mettere una caldaia a legna la mia domanda é posso collegare il mettano alla caldaia a legna in modo che se io vado via e non carico la legna uso il mettano o devo avere due caldaie diverse?

Inviato da: barbara il 22.10.08 21:46

buon giorno,
un sito molto interessante, c'è molto da apprendere.
Come fare per dialogare con gente molto brava?
la mia mail è hotel.certosa@libero.it
Sarei veramente grato se qualcuno mi aiutasse a risolvere i miei probblemi

Inviato da: pino il 29.01.12 12:17

Buon giorno

Inviato da: pino il 29.01.12 12:31
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