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Impianti e centrali a biomassa, rischi per la salute



24.12.08

Stefano Montanari ci spiega quali sostanze inquinanti vengono prodotte bruciando legna o cippato non vergine o altri prodotti vegetali come l'olio di palma negli impianti a biomassa.

Centrale a Biomasse di Unigrà - Conselice, Ravenna - PARTE PRIMA: SALUTE - Stefano Montanari

E' vero che gli impianti a biomassa inquinano, perché tutto ciò che brucia immette in atmosfera residui di combustione, sotto forma di particelle e polveri, nocive per la salute. Scienziati come Stefano Montanari fanno bene a metterci in guardia e a denunciare i rischi per la salute a cui andiamo incontro bruciando troppo disinvoltamente.

Tuttavia penso che gli impianti a biomassa, a differenza degli inceneritori molto più inquinanti, rappresentano una fonte di energia rinnovabile importante da non sottovalutare. Il problema sta nel trovare il giusto compromesso tra un inquinamento accettabile e tollerabile dalla salute che rappresenta il costo da pagare in termini di salute e il vantaggio economico derivante dallo sfruttamento della biomassa che rappresenta il comfort che l'uomo chiede in cambio per una vita più comoda, perché al caldo si sta meglio che al freddo. Non dimentichiamo però che Dio ha creato l'uomo dalla polvere e polvere ritornerà.

Ho già spiegato che non si deve fare affidamento su un' unica fonte energetica, ma occorre prendere in considerazione più fonti di energia e integrarle in una rete di energia dove possano partecipare oltre ai grandi soggetti energetici, anche i piccoli soggetti come i consorzi o i singoli cittadini, proprietari di casa e di appezzamenti di terreno, i quali possono dare un contributo energetico con proprie iniziative tese a sfruttare fonti di energie alternative e rinnovabili come quella solare, eolica, fossile, nucleare, idrica, forestale, ecc.

In questo video Domenico Schietti mostra i punti di accumulo delle foglie sui bordi delle strada in montagna che potrebbero essere usate per fare carta igienica, bioetanolo o tronchetti low cost. Obiettivo: in 4 anni vendere 100 Milioni di Tonnellate di legna ecologica e biomassa secca per diventare ricchi e salvare le foreste (ma prima bisogna fare i conti con Stefano Montanari).

Trituratrici "cobra" in azione sul campo per la produzione di cippato per caldaie.

La raccolta delle potature può dare un ritorno economico importante se si riesce a trasformarla in energia utilizzabile per la produzione di energia elettrica o per il riscaldamento, salute permettendo.

Di Fuocoelegna del 24.12.08 14:00





Commenti

Possibile , 5 o 6000 euro raccogliendo e triturando le foglie?
MA dove e come viene fatta la carte igienica e i tronchetti?
sarei molto interessato all'argomento, in quanto vivo in collina , con tantissimi boschi di castagno e perciò di foglie ne avrei tantissime a disposizioni.
Rimango in attesa che qualcuno mi sappia dare delucidazioni in merito.
Antonio

Inviato da: antozapp il 30.01.09 14:58
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