l'opinione di un fumista

Il fumo, l'opinione di un fumista

Il FUMO del camino non è un "problema" che si può “semplicemente” gettare fuori della finestra. Quasi quotidianamente, per il mio lavoro, mi capita di incontrare persone che si stupiscono quando suggerisco loro quali cautele, quali accortezze, bisogna adottare nella costruzione di una canna fumaria. Quali caratteristiche minime deve avere, quali sicurezze e prestazioni deve garantire. E’ semplice disinformazione? Oppure l’attaccamento a convinzioni radicate, tradizionali, sprovviste di quelle conoscenze tecniche che, oggi, sono imposte la normativa UNI 10683 del marzo 1998.

Chi si occupa di vendite, di “mercato”, sa benissimo che una cosa in particolare è difficile da conseguire: CAMBIARE LE OPINIONI RADICATE DELLA GENTE. Le osservazioni più frequenti sono:

  • ma come? Avevo un camino aperto che con quel metro di canna fumaria funzionava benissimo.
  • Ma quale condensa? Il mio vicino di casa ha fatto ...
  • Come! Non posso fare un tratto orizzontale? Prima c’era ...
  • Perché debbo coibentare il canale da fumo? Non è meglio che gli faccio fare un giro per la casa così mi scalda gli ambienti che attraversa.

Poi ci sono gli autosufficienti:

  • Che debbo fare? Il progetto da un fumista? Ma se ho sempre avuto il fuoco in casa che ha sempre funzionato benissimo. Naturalmente questo contraddittorio, il più delle volte, avviene quando il lavoro è realizzato. Si arriva a questa disamina perché ci si lamenta della prestazioni insoddisfacenti o, ancora peggio, dei difetti che rendono inservibile la stufa o il camino acquistato. Molto meno sicuri sono tutti coloro che hanno fatto la malaugurata esperienza di una canna fumaria che si è incendiata o peggio che è scoppiata. Questi domandano a quale temperatura resiste acciaio di una canna fumaria se è AISI 304 o 316, con quale spessore è realizzata, che garanzie ci sono etc.

Proviamo a spiegare:

  • Il CANALE DA FUMO - ovvero il tratto interno di collegamento della stufa o del camino alla parete o al soffitto.
  • La CANNA FUMARIA ovvero il camino vero e proprio dalla parete o il soffitto fino al comignolo.
  • Il COMIGNOLO

Sono tre elementi del SISTEMA DI SCARICO completo che deve assolvere a TRE importanti funzioni:

  1. immissione di un'adeguata e controllata quantità d'aria nella camera di combustione
  2. evacuazione dei residui della combustione
  3. dispersione dei fumi in atmosfera.

Adoperare il fuoco per scaldarci o cucinare è stata una delle prime acquisizione dell’Uomo, ma oggi sappiamo e vogliamo usare il fuoco meglio di allora, farlo rendere di più, nella forma:

  • PIU’ ECONOMICA - sì spendono 0,26 - 031 € per 10.000 Kcal prodotte a legna contro circa 1 € se prodotte con metano o gasolio
  • PIU’ GRADEVOLE - provate a mettere il vostro divano davanti ad un termosifone piuttosto che davanti ad un caminetto per trovare la stessa atmosfera.
  • PlU’ PULITA – una combustione completa produce come residuo CO2, ovvero anidride carbonica, che è assorbita dalle piante per la funzione clorofilliana dunque, l'accortezza di mettere a dimora tante piante quante se ne recidono risolverebbe ogni problema di inquinamento.

La combustione è una reazione chimica. Un acronimo molto facile da ricordare - CIAO - ci ricorda la composizione del legno:

  1. CARBONIO
  2. IDROGENO
  3. AZOTO
  4. OSSIGENO

La tecnica della combustione ci insegna che i solidi per essere indotti a combustione debbono essere prima sottoposti a PIROSCISSIONE, ovvero la riduzione, mediante riscaldamento, delle GRANDI MOLECOLE solide in molecole più semplici gassose, in modo che queste ultime possano miscelarsi con il comburente

  • la temperatura di ignizione del legno è tra i 260° C ed i 315 C, e proprio per questo, per innescarla dobbiamo procedere per gradi: un cerino per accendere della carta, quindi con questa un po' di legna secca di piccolo taglio e quindi via, via legna più grande,
  • a queste temperature, tuttavia, soltanto la parte più volatile della legna ( il carbonio) brucia con discreta facilità, mentre altri gas volatili, altamente combustibili, che si producono sfuggono dalla canna fumaria senza contribuire affatto al riscaldamento domestico.

Tra questi gas troviamo il MONOSSIDO DI CARBONIO, che è

  • inodoro,
  • insapore,
  • poco più pesante dell'aria

Ristagna dunque nelle parti basse dei locali che non hanno sfoghi all'esterno, è assolutamente velenoso per la sua proprietà di combinarsi, in modo irreversibile, con l'emoglobina del sangue. Animali domestici: gatti, e cani di piccola taglia, sono i primi a farne le spese qualora sostassero in locali, magari semi-interrati, dove fosse in funzione un caminetto o una stufa istallati male o in cattivo stato di conservazione.Le persone colpite da anossia tessutale a causa di questo gas perdono in primo luogo la capacità di reazione, di chiede aiuto. Specialmente se svengono e giacciono a terra assumono ancora meglio questo gas ed escono, inevitabilmente, da ciclo di sopravvivenza.

Il MONOSSIDO DI CARBONIO (CO) si forma già a temperature basse: 200 - 250°,

  • è la diretta conseguenza di una combustione incompleta,
  • il mancato smaltimento nell’atmosfera è conseguenza di un sistema di scarico inefficiente e di cattivo sistema di aerazione dei locali dove il camino o la stufa sono istallati. Ne consegue che un fuoco a bassa temperatura 200° c.a. è:
    • dannoso per il gas velenoso che produce
    • non è conveniente perché sfrutta soltanto il 30% dell’energia contenuta nella legna.

Riscaldare questo gas oltre i 350° in presenza di nuovo ossigeno (post-combustione) produce una notevole quantità di calore e rende più pulito l'ambiente poiché l'anidride carbonica (CO2) che ne deriva è necessaria alle piante per la sintesi clorofilliana. Ecco quindi che si pongono i primi problemi

  • conseguire una combustione ottimale, completa, ad alta temperatura per il massimo di rendimento,
  • conservare, anche a queste condizioni, il corretto standard di sicurezza per la casa. Una combustione di questo tipo si realizza più facilmente quando:
    • la camera di combustione non è molto grande: stufe, cucine. E’ ben disegnata con una zona di repulsione dei fumi ben aerata,
    • sia prevista l'immissione di aria secondaria preferibilmente pre-riscaldata proprio nella zona di repulsione dei fumi, per contro è meno facile conseguire questa importante condizione in:
      • camini di grandi dimensioni oltre i 60-70 cm di larghezza
      • camini aperti
      • camere di combustione grandi con pareti "bagnate" (termo-camini), e "fredde" perché non possono superare i 90° 95° C per evitare l'ebollizione.

Una "macchina" moderna, che conserva tutte queste caratteristiche, concepita per un rendimento elevato, deve poter evacuare fumi a temperature di 200° o superiori, per questo:

  • la vecchia canna fumaria deve essere verificata
  • quella del vicino che ,., non è più buona. Dovendo lavorare a temperature superiori ai 200°, la canna fumaria deve garantire:
    • resistenza termica, quindi coibentata secondo la norma UNI 9615
    • impermeabilità ai gas ed ai residui della combustione
    • tenuta alta depressione 10-15 o anche 20 Pa
    • indice di rugosità molto basso
    • resistenza ad una eventuale pressione.

Non c’è dubbio il FUOCO è da “prendere con le molle”.

Chi volesse andare oltre “il prezzo”, domanda sempre molto gettonata, per informazioni più tecniche, mi può telefonare al 335.5934480 (preferibilmente ore 14,00 – 15,00) oppure scrivere a: progettoabitare@tiscali.it

Luciano Pelagaggi