Forum Fuoco e Legna

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  • Oggetto: dimensionamento puffer di gianni del 20/12/2008, 11:36
    Messaggio: mi propongono una caldaia a legna della froling da 20 kw,volume di carico 140 litri abbinata ad un puffer di 1800 litri.Il dimensionamento e' corretto? Una caldaia con queste caratteristiche riesce con una carica di legna a scaldarlo tutto?Vi ringrazio anticipatamente e vi faccio i migliori auguri di buone feste.

  • Oggetto: manutenzione?? di Nervo del 19/12/2008, 19:00
    Messaggio: Visto che il tecnico mi ha promesso di passare per febbraio 2009 volevo sapere se era possibile cancellare quel fastidioso messaggio che appare MANUTENZIONE?? il modello è ALBA edilkamin
    P.S. la stufa è pulitissima .
    GRAZIE

  • Oggetto: Accumulo o pellets? di Stefano R. del 15/12/2008, 11:45
    Messaggio: Buongiorno, vorrei porre una domanda di carattere molto generale, benché sia consapevole che non sia corretto generalizzare...
    Dovendo pensare ad un sistema di riscaldamento per una casa nuova (pianta quadrata di circa 10 m di lato, un piano abitabile più mansarda, costruita secondo criteri di buona coibentazione) ed essendomi appassionato al tipo di stufa ad accumulo di tipo classico (rifinita in maiolica o non), mi chiedo se possa essere sufficiente per avere un calore confortevole in tutte le parti della casa. So che danno una gradevole sensazione, ma il calore è realmente sufficiente? E rispetto ad una stufa a pellets, quale è più economica dal punto di vista del combustibile e dei consumi?
    Grazie per le risposte che arriveranno!
    • Re: Accumulo o pellets? di Gianni del 15/12/2008, 13:00
      Il paragone sembra quello fra un motore di F1 (potente..) e quello di un camion (altrettanto potente...).
      Tutto stà in come si adopera e che situazione deve servire..
      Innanzi tutto c'è da dire che il combustibile più economico è la legna..
      Poi devi pensare che le stufe ad accumulo servono bene dei grandi saloni di metratura anche vasta, ma non riusciranno mai a soddisfare una omogenea distribuzione dal punto di vista climatico, soprattutto se si parla di abitazioni con 4-5 stanze.
      Una stufa a pellet canalizzata nel modo giusto invece potrebbe quasi sostituire una caldaia a gas, inoltre il pellet è facilmente riponibile in poco spazio e la stufa permette anche di programmare accensioni in caso di assenza.
      Hai mai pensato ad una via di mezzo? Cioè una stufa a legna con possibilità di canalizzare. Basterebbe accostarla al muro per riscaldare due ambienti con lavori di muratura quasi irrisori.. un foro di 80.
      Ciao!
      • Re: Re: Accumulo o pellets? di Stefano R. del 18/12/2008, 17:04
        Grazie della pronta risposta, Gianni. Ma ipotizzando di collocare la stube in comune tra più stanze e con un isolamento termico diciamo ottimo potrebbe essere sufficiente? So anche di sistemi 'ad ipocausto' con intercapedini riscaldate che portano il caldo anche in altre stanze... sono solo fantasie? Scusa l'insistenza, ma sono dell'idea che le cose che non ci sono (ventilazione forzata, tramogge e sistemi di carico)... non possono rompersi!
        Grazie!
        • Re: Re: Re: Accumulo o pellets? di Gianni del 19/12/2008, 01:51
          Ipotizzando di collocare la stube in comune tra più stanze e con un isolamento termico diciamo ottimo potrebbe essere sufficiente, sempre che i kw siano quelli che servono a tutto il volume..
          Comunque, un ventilatore è facile da sostituire, una fessurazione di una intercapedine meno...
          Nell'antichità i romani scaldavano a legna una serie di canali posti sotto il pavimento, in questo modo loro ottenevano un moderno impianto a pavimento-stube! Se allora funzionava, figuriamoci ora con le nuove tecnologie.
          Ci sono stufe che, con una serie di saracinesce, deviano l'uscita fumi sempre più lontano nelle condutture di accumulo. Qualcosa di simile hanno fatto anche quelli della Ruegg.. Ovvio però che a queste stufe occorre spazio, buona base di appoggio e.. denaro!
          Inoltre non rendono calore subito e bisogna sempre curarle.
          Ma tutti ci siamo trovati in vacanza dove, nelle sale degli alberghi delle località sciistiche, si trova una stube.. che goduria...
          Certo che in una casa "normale", è come un tatuaggio.. una volta che è li, è li!
          Ciao!

  • Oggetto: Progetto rivestimento caminetto di dariolive del 16/12/2008, 10:42
    Messaggio: Ciao a tutti,
    devo restrutturare una baita in montagna e voleco chiedere ai frequentatori del forum se possono inviarmi link o disegni che spieghi come posso farmi il rivestimento di un caminetto.
    Ho scelto un monoblocco ad aria canalizzabile angolare (vetro ad L per capirsi) tipo il montegrappa CMP05;ho inserito questa marca per rendere l'idea, ma sono aperto a tutti i consigli su altre marche/modelli.
    Essendo una casa di montagna voglio che risulti bello rustico, quindi spalle in pietra , trave in legno, in particolare vi chiedo:
    1) dove deve arrivare con la presa d'aria esterna (va bene nei pressi o proprio sotto?), che diametro circa
    2) posso mettere una chiusura sulla presa d'aria esterna tipo bocchetta apri/chiudi per chiudere l'entrata dell'aria quando sono via (e' una seconda casa) per limitare l'entrata di aria fredda?
    3) cosa posso utilizzare come salvatrave (la parte in refrattario/pietra che sta sotto il trave in legno e che evita che si incendi/annerisca) e come posso ancorarlo (essendo angolare e' tutto piu' difficile)

    Grazie in anticipo,

    DARIO
    • Re: Progetto rivestimento caminetto di Gianni del 16/12/2008, 20:15
      Un consiglio per tutti quelli del forum che hanno bisogno di griglie chiudibili!
      Mi sono trovato tempo fa a dover ristrutturare un vecchio camino in casa mia non dotato di presa d'aria esterna. Ho scovato che la Piazzetta in catalogo ha delle griglie con chiusura a distanza.. in pratica una griglia con un cavo d'acciaio che, collegato ad un pomolo girevole, si può chiudere-aprire-parzializzare da dentro casa senza dover uscire. Me ne sono fatto procurare uno da un rivenditore Piazzetta e collegandolo all'interno del mio camino fa la sua comoda funzione! Quindi niente spifferi se il camino è spento! E senza dover uscire.
      Per quanto riguarda il camino Montegrappa, le consiglio di fare arrivare due tubi diam.12 sotto lo zoccolo del camino in modo da collegarne uno al ventilatore e lasciare libero l'altro per l'alimentazione di aria primaria che di solito nei Montegrappa si trova sotto al piano fuoco.
      Per il rivestimento, potrebbe farselo quasi da solo, utilizzando gasbeton (facilmente lavorabile) per creare zoccolo e spalle, poi rivestendo il tutto con finta pietra o granito. Per la trave, si deve appoggiare alle spalle nelle due estremità, la parte centrale dovrà essere sostenuta da cavi di acciao ancorati al soffitto. Il tutto poi dovrà essere coperto da una cappa di cartongesso che potrà rifinire a scelta, anche rivestita in finta pietra.
      Per l'isolamento sotto la trave basta una lamiera (sotto) avvitata a cartongesso (in mezzo). Essendoci il vetro, dubito che si annerisca qualcosa...
      Ciao!
      • Re: Re: Progetto rivestimento caminetto di dariolive del 16/12/2008, 21:45
        altre info:
        in effetti non avevo pensato al cavo d'acciaio per sostenere l'angolo dove di uniscono i 2 travi...
        Nel rivestimento della cappa in cartongesso devo lasciare una porticina d'istezione?
        Come ti sembra il montegrappa?Hai altri modelli da suggerirmi?
        Conosci qualche sito o hai qualche progetto da mandarmi via mail (dariolive@email.it
        grazie ancora per i preziosi consigli,

        DARIO
        • Re: Re: Re: Progetto rivestimento caminetto di Gianni del 17/12/2008, 19:48
          Ci sono dei modelli di camino angolari con già montata sopra lo sportello una piattina per poter appoggiare la trave, ma un cavo è sempre consigliato per non far gravare troppo peso sul monoblocco.
          Nella cappa dovrai predisporre una griglia per la fuoriuscita del calore di convezione. I montegrappa adottano comunque griglie doppie già predisposte per l'uscita sia forzata che naturale.
          Se vuoi puoi fare una porticina per controllare eventualmente i raccordi della parte superiore del camino, ma ti servirà a poco. Non avresti lo spazio per poter intervenire e comunque dopo una corretta installazione e prova, di interventi da fare non ce ne dovrebbero essere. Anche perchè il sensore temperatura dovrebbe essere montato sulle bocchette e non a contatto col monoblocco.
          Di camini angolari ce ne sono di tutte le razze e tutti funzionanti (Piazzetta, Clam, Grilli, Bertucci, Jollymec, tutti prodotti nostrani), ma i camini Montegrappa mi piacciono molto e funzionano bene. C'è da dire che maggiore è la superfice vetrata, minore è la resa.
          Se fai una breve ricerca dei rivestimenti avrai di che prendere spunto.. Poi usa il tuo tocco artistico per personalizzarlo!
          Ciao!
          • Re: Re: Re: Re: Progetto rivestimento caminetto di dariolive del 18/12/2008, 10:15
            Ma con una stufa a legna con aria canalizzabile di adeguata potenza termica riesco ad ottenere piu' o meno le stesse performance (potenza ventole distanza delle condotte e soprattutto ) per quanto rigaurda l'aria sparata nelle canalizzazioni?
            • Re: Re: Re: Re: Re: Progetto rivestimento caminetto di Gianni del 18/12/2008, 12:57
              La cosa da valutare meglio sono le Kcal/h di cui un locale necessita per essere scaldato. In buona situazione di isolamento si aggira su 35 Kcalorie/h a metro cubo.
              Una volta stabilito questo è ininfluente il tipo di liquido vettore. Anche se, chiariamoci bene, il tutto è teorico poichè una migliore distribuzione del calore aumenta il comfort. Altrimenti basterebbe mettere un unico radiatore al centro della casa...
              Le stufe a legna ventilate (montegrappa, cadel -ottimi prodotti) hanno ventilatori meno performanti e utilizzano condutture più piccole. Considera un 80 di diametro rispetto a un 120-150 di un camino. La portata è notevolmente ridotta..
              Si parla di portate di 150-200 mc/h rispetto a 500-800 dei ventilatori di camini.
              Comunque ho visto stufe funzionare bene riscaldando 3 locali senza problemi, ma con un minimo di canalizzazione. Immagina la stufa in un angolo di una sala dove le due pareti sono comunicanti con altre due stanze. La situazione dovrebbe essere questa. Non andrei oltre il metro e mezzo di canali..
              Come una stufa a pellet.
              Ciao!

  • Oggetto: Stufa Edilkamin IRIS problema cigolio di Laura del 17/12/2008, 12:00
    Messaggio: Ciao a tutti, ho bisogno di aiuto. Io ho una stufa Edilkamin IRIS dallo scorso anno che ho utilizzato per tutta la stagione invernale ma ad un certo punto ha iniziato a fare uno strano rumore, un cigolio stridulo che si sente quando carica il pellet, praticamente quando la spirale gira per far scender il pellet. Ad aprile ho chiamato il tecnico e mi ha detto che probabilmente era solo un problema di pulizia, quindi l'ha pulita e ha oleato le varie parti. Non ho più usato la stufa per tutta la stagione calda ma quando l'ho riaccesa per l'inverno ha cominciato di nuovo a fare rumone; inizialmente lo faceva solo per qualche minuto e poi smetteva per 2 o 3 volte al giorno ma poi ha iniziato a peggiorare sempre di più e ieri sera sono stata costretta a spegnerla perchè era un continuo cigolare. Qualcuno di voi ha avuto lo stesso problema o sa da cosa potrebbe essere causato? Grazie
    • Re: Stufa Edilkamin IRIS problema cigolio di zangi del 17/12/2008, 20:10
      Bisogna togliere la coclea dal suo alloggiamento e lubrificarla ai due lati (perni). Probabilmente è la o-ring della flangia alla base del serbatoio del pellet che la tiene in sede da lubrificare o sostituire

  • Oggetto: info su canne fumarie di fedele del 16/12/2008, 23:02
    Messaggio: Egregi signori,
    sto ristrutturando un piccolo rustico in montagna. In cucina ho previsto di inserire a fianco del fornello a gas una cucina economica a legna di 8kw per la quale ho previsto una canna fumaria doppia camera in aisi 304/316 per lo scarico fumi. Volendo predisporre un'unica cappa aspirante sopra la cucina a legna e al fornello a gas è sufficiente prevedere uno scarico vapori a parete oppure è opportuno prevedere una canna fumaria fino al tetto, nel tal caso, senza spendere una cifra, qual'è la tipologia e materiale più indicato.
    Grazie per l'attenzione.
    Cordialmente
    Fedele Menegon
    • Re: info su canne fumarie di Gianni del 17/12/2008, 12:45
      Lo scarico della cappa che aspira gli odori-vapori derivanti da cucina può essere messa tranquillamente a parete.
      Bisogna però stare attenti poichè un estrattore nella stessa stanza della stufa potrebbe provocare fuoriuscite di fumo. Predisponga una adeguata presa d'aria proprio dietro la cucina a legna.
      Per collegare le cappe aspiranti all'esterno è molto comodo e sicuro utilizzare tubi di alluminio flessibili-estensibili che si possono modellare e curvare a piacere.
      Saluti.

  • Oggetto: bruciato isolamento canna fumaria, come intervengo? di claudio del 09/12/2008, 09:10
    Messaggio: ha preso fuoco il rivestimento della lana di roccia messa come isolamento attorno alla canna fumaria in acciaio flessibile (camino a legna)

    fortunatamente solo gran fumo nero, ordore acre e nessun danno.
    la canna fumaria, che passa all'interno di un cassonetto in forati ricavato nella parete divisoria tra le 2 unità immobiliari sopra alla mia, è da un lato appoggiata alla parete in forati e per la restante circonferenza era stata avvolta di lana di roccia (quella tipo tappeto con una carta grigetta sull'esterno, credo la si usi normalmente per adagiarla nei solai al fine di evitare dispersioni di calore).

    vi chiedo aiuto per sapere:

    1)
    l'impresa costruttrice si rende disponibile ad intervenire....come mi devo muovere e cosa gli devo far mettere in opera? fibra ceramica lasciando comunque la parte di canna fumaria aderente al muro senza isolamento?

    2)
    vicino alla canna fumaria a distanza di 4-5 cm passa una trave in legno, dovranno quindi spostare la canna fumaria. Di quanti cm? e con che isolamento?

    3)
    devo farmi rilasciare una certificazione per il lavoro che eseguiranno?

    ringrazio anticipatamente!
    saluti
    • Re: bruciato isolamento canna fumaria, come intervengo? di Giovanni Iemmi del 10/12/2008, 09:15
      da come l'hai descritta, quella usata è lana di vetro, non di roccia. L'errore che il 90% dei muratori commette con le canne fumarie. La l.di vetro è isolante per il freddo e l'umidità, percio' viene usata in edilizia negli intercapedini e nei sottotetti, ma al calore brucia come successo a te.
      Se la canna è rivestita in muratura, non c'è bisogno di alcun isolante, ma basta sigillare il tubo in alto e in basso, in modo che tra il tubo e i mattoni si forma una camera d'aria che fa già da isolante.
      Ovviamente il trave in legno deve essere al di fuori della muratura. Non esiste isolante che tenga. Non deve avere possibilità di surriscaldamento.
      Per quanto riguarda la certificazione, ovviamente fattela rilasciare. Visto l'errore (che come ripeto vedo molto sovente) ti consiglio di controllare anche la marchiatura dei tubi, che sono pronto a scommettere saranno AISI-304 anzichè AISI-316L come previsto dalle normative
      • Re: Re: bruciato isolamento canna fumaria, come intervengo? di claudio del 10/12/2008, 22:12
        intanto grazie della risposta.
        nel frattempo ho fatto controllare da un fumista lo stato del materiale isolante:
        si è bruciata solo la pellicola esterna con cui è trapuntata la lana di roccia e ora detta pellicola si presenta carbonizzata, mentre all'interno la lana è integra e pulita, almeno nella parte ispezionata (1 metro circa sotto al comignolo).
        l'impresa si presterebbe a sostituirla con fibra ceramica e penserei quindi di farglielo fare (meglio abbondare, anche perché forse non mi ero spiegato bene: la canna no è rivestita in muratura ma è solo all'interno di un ampio cassonetto in muratura, diciamo 2m x 0,4m di sezione...)

        mi sai dare invece cortesemente qualche dritta per come controllare la marchiatura del tubo?(ora coperto dalla lana di roccia con trapuntatura bruciata)
        E' segnata in più punti?

        In merito alla certificazione:
        esiste un modulo apposito?

        Dal sopralluogo è stato poi rilevato che il comigolo che secondo le norme UNI 7129 dovrebbe essere di altezza pari a 1,20 m. minimo (per tetto a 30° e distanza dall'asse del colmo superiore a 1.30 m), è in realtà alto si e no 0.7 m.
        La canna non mi ha mai dato problemi di reflusso e basso tiraggio, ma mi preoccupa il fatto che un controllo dell'ASL (sollecitato peraltro dai vicini) potrebbe costringermi a sostituirlo.
        in questo caso come ci si muove? i Comuni danno la concessione o fanno problemi di estetica ecc...?

        grazie in anticipo per i suggerimenti
        • Re: Re: Re: bruciato isolamento canna fumaria, come intervengo? di Giovanni Iemmi del 11/12/2008, 11:04
          1- Ribadisco che non esiste (per quanto ne so io) lana di roccia rivestita di carta, per cui quella è sicuramente lana di vetro e non è idonea all'isolamento della canna fumaria.
          2- La marchiatura dul tubo putroppo è fatta sull'esterno del tubo stesso. Se non è raggiungibile/visibile, puo' chiedere alla ditta fornitrice una certificazione in merito (il mio fornitore mi allega la certificazione dei materiali ad ogni bolla o fattura).
          3- per la certificazione delle canne fumarie attualmente l'unico modulo che io conosco è il modulo KIF (diritti registrati dall'ANFUS) che è quello che io (e i fumisti in genere) uso abitualmente
          4- più che sostituire il comignolo, possono imporre di alzarlo per portarlo all'altezza dettata dalla normativa. I vincoli estetici del comune ci sono, essendo un elemento esterno, ma non sulle dimensioni, per cui ti basterà alzarlo o sostituirlo con uno uguale ma piu' alto e nessuno potrà dire nulla. Se invece togliessi un comignolo in muratura per metterne uno in acciaio ti possono fare storie
          • Re: Re: Re: Re: bruciato isolamento canna fumaria, come intervengo? di claudio del 13/12/2008, 10:51
            probabilmente mi son spiegato male sull'isolamento: la trapuntatura non era in carta ma si trattava comunque di una pellicola sottile (come una carta di pochi decimi di millimetro di spessore) di materiale infiammabile che una volta bruciata non si è consumata o sfaldata: è tutta carbonizzata e come "vetrificata" ed è ancora attaccata a rivestire la lana di roccia (o di vetro...)
            Purtroppo non mi è possibile risalire a nessun dato riguardo ai materiali (isolante e tubo) in quanto l'impresa anche in questo è stata superficiale (per usare un eufemismo...)
            In merito al tubo usato, un fumista da me contattato si è reso disponibile e controllerà dal tetto: dice che passando la mano all'interno del tubo potrà capire se è a doppia camera (interno liscio, quindi ok) oppure a camera semplice (interno corrugato, quindi non ottimale/non a norma). In questo secondo caso, visto che il tubo probabilmente non è sfilabile perchè quasi certamente cementato dalle solette, l'unica soluzione mi dice essere quella di tenerlo com'è, col rischio di dover intervenire tra qualche anno se dovesse rompersi, oppure di procedere con il sistema FITFIRE (costo???) http://www.camitek.it/CTK/IT/Default.aspx
            "IN SINTESI: l'intervento di risanamento viene eseguito mediante l'applicazione di una guaina in fibre composite impregnate con resine speciali, veicolata all'interno della canna fumaria, successivamente gonfiata e mantenuta in pressione, per una perfetta adesione alle pareti, fino alla cristallizzazione delle resine."

            Mi conforta almeno sapere che il problema comignolo basso sia risolvibile alzando l'esistente...

            ti ringrazio ancora x tutte le info!
            • Re: Re: Re: Re: Re: bruciato isolamento canna fumaria, come intervengo? di claudio del 13/12/2008, 18:13
              correggo: la guaina adatta non è la fitfire ma la HT 1000° sempre della stessa ditta
              http://www.camitek.it/CTK/IT/Default.aspx
            • Re: Re: Re: Re: Re: bruciato isolamento canna fumaria, come intervengo? di Giovanni Iemmi del 16/12/2008, 10:29
              ti confermo allora che la lana è di vetro e quindi non idonea. La lana di roccia quando è rivestita è rivestita in alluminio pertanto non combustibile.
              Per il tubo, non avevo capito che si trattasse di un tubo flessibile. In questo caso si puo' controllare facilmente come ti ha detto il fumista e se è doppio strato è sicuramente anche INOX 316L quindi a norma

              il sistema delle guaine è eccezionale, ma purtroppo ha costi ancora piuttosto elevati
              • Re: Re: Re: Re: Re: Re: bruciato isolamento canna fumaria, come intervengo? di claudio del 16/12/2008, 20:42
                vero! costi decisamente elevati:
                per l'installazione guaina HT1000 nel tubo d'acciaio diametro 20 mm e lungo circa 7 m. mi hanno fatto un preventivo di circa 3500 €!
                (il costo elevato è dovuto anche al fatto che nel primo tratto il tubo sale haimè con delle curve piuttosto marcate che comporterebbero un lavoro difficoltoso di sistemazione della guaina)
                direi che non mi conviene...
                per posticipare il più in là possibile l'eventuale rottura del tubo a strato semplice vedro' di far pulire la canna fumaria ogni anno (anche se brucio solo 15 quintali di legna l'anno)
                Potrei forse chiedere i danni all'impresa costruttrice? Nel 2001 Non era obbligatorio installare tubi a doppio strato????

  • Oggetto: camino di Lino del 16/12/2008, 16:14
    Messaggio: Le scrivo per chiederLe un parere da un esperto quale penso che Lei sia.
    Ho installato da qualche mese un caminetto Piazzetta MA 261 aperto perchè volevo usarlo solo per compagnia e mangiare qualcosa alla brace con gli amici.Mi sono fidato del mio muratore e mi sono affidato a lui per l'installazione trascurando il fatto che forse avrei dovuto chiamare un tecnico per le varie valutazioni.Il muratore vedendo che avevo già una presa d'aria di circa 20 cm. di diametro fatta perchè avendo in taverna la cucina era obbligatoria se non altro per il gas, ha pensato bene di non farmi nessuna presa d'aria per il camino.Adesso dopo varie accensioni mi accorgo che il fuoco, dopo un po', non ha una bella fiamma e tende a "morire".
    La domanda è questa:con questo tipo di camino sono ancora in tempo a fare una presa d'aria esterna e dove posso farla visto che il camino è in zona interrata e quindi per arrivare a bucare dietro il braciere dovrei scavare in giardino e fare altri lavori costosi.
    La prego di rispondermi e La saluto cordialmente.
    • Re: camino di Gianni del 16/12/2008, 19:55
      Nel forum possono accedere tutti, con scambio di informazioni e pareri. Non c'è un singolo esperto che risponde ma molti appassionati del calore derivante dal fuoco. Qualcuno ha più esperienza e qualcun'altro più competenza tecnica, ma tutti sono invitati a dire la propria opinione.
      Per quanto riguarda la sua situazione in particolare, da come l'ha descritta, la presa d'aria dovrebbe essere più che sufficente per compensare la depressione creata dal camino. Se così non fosse, avrebbe fumo in casa e non un fuoco che tende a spegnersi.
      Inoltre il suo è un prefabbricato con carter in acciaio che non può essere dotato di presa d'aria facendo un foro dietro o sotto.
      Potrebbero essere tante le ragioni di un rallentamento di combustione. Più probabile il fatto che appoggiando la legna sul piano del focolare, quest'ultima non sia raggiunta da sufficente aria per la combustione. Ha provato con un brucialegna leggermente sollevato o con degli alari? Potrebbe migliorare la situazione.
      In un camino aperto comunque, la fiamma non potrà mai essere troppo alta, il combustibile tende a bruciare più lentamente.
      In ogni caso, la defferenza la fa spesso la legna ben stagionata!
      Un saluto!

  • Oggetto: 2 domande di Lele del 15/12/2008, 11:44
    Messaggio: Ciao a tutti!
    due domande banali sorte utilizzando il caminetto quotidianamente:
    1) Sarebbe utile secondo voi creare un foro passante sul muro sopra le porte con l'intento di far circolare l'aria calda che ristagna nel soffito??
    2) Posso bruciare ogni tanto qualche confezione in cartoncino o salvietta di carta senza buttarlo nell'immondizia o si rischia di sporcare la canna fumaria? Ripeto una/due volte al giorno con camino a regime, per esempio il cartoncino che contiene le uova o appunto le salviette di carta...non scatoloni o riviste sia chiaro.
    Grazie in anticipo, ciao
    • Re: 2 domande di Gianni del 15/12/2008, 13:07
      1) assolutamente sconsigliato forare, in estate con le finestre aperte avresti sempre correnti, inoltre l'insonorizzazione degli ambienti (camera da letto, bagno, sala) andrebbe a farsi friggere.
      Sarebbe più utile l'utilizzo di griglie chiudibili alla base delle porte, in modo da richiamare aria fredda verso il camino cosi che l'aria calda possa saturare prima gli ambienti.
      2) meglio la raccolta differenziata per la carta, però non c'è nulla di male (neanche per la canna) a bruciare due pezzi di cartone ogni tanto..
      Ciao.
      • Re: Re: 2 domande di zeila del 15/12/2008, 21:44
        Ciao a tutti,
        mi rivolgo a Gianni che di Tutti è colui che risponde più volentieri e con competenza ad ogni noviazio (evidentemente Sei ad un livello superiore di conoscenze termotecniche rispetto a me ed altri utilizzatori o futuri utilizzatori di camini e stufe).
        Cosa mi dici dei bancali che brucio regolarmente e che mi danno un caldo immediato anche se limitato? Però, costando nulla posso bruciarne a volontà.
        Producono gas nocivi? E se lo producono, la combustione li elimina?
        Un'alra domanda:
        nel sito ho letto il capitolo relativo al monossido di carbonio che brucia ad una temperatura più elevata e che quando brucia la fiamma è alta su quella normale. Io nel mio camino non la vedo questa fiamma pù alta; significa che il monossido non mi viene bruciato?
        Grazie per la risposta che sicuramente darai con professionalità come sempre.

        Ciao a Tutti e naturalmente a Gianni.

        Zeila
        • Re: Re: Re: 2 domande di Gianni del 16/12/2008, 01:39
          Innanzitutto grazie per le competenze che mi attribuisci... credimi, è solo passione.
          Per quanto riguarda i bancali.. posso dirti una cosa: fai benissimo!
          Non mi risulta, se non in casi particolari (piccoli bancali di aziende che li riciclano e che non arriveranno quasi mai davanti ad un camino di un privato), che i bancali siano trattati con alcuna sostanza.
          Il calore immediato ma non prolungato è dovuto al legno di cui sono fatti, di norma betulla, pioppo e abete.
          Legname di scarsa densità che brucia come la carta.
          Potresti provare ad alternarli con legni più compatti come carpine, quercia ed acacia.
          La combustione di monossido di carbonio, detta anche post-combustione, è un processo chimico che avviene quando, dopo la combustione di legna, le molecole di co si ricombinano con le molecole di O2 (ossigeno) provocando una nuova combustione e rilasciando CO2 (anid.carb.). In teoria questo sarebbe il processo perfetto per avere il minimo impatto ambientale, in pratica la cosa è difficile da raggiungere.
          Questa reazione deve avvenire con ossigeno preriscaldato a 200-300° e questo non sempre avviene.
          Il camino deve essere dotato di aria secondaria che, passando attraverso delle intercapedini dietro alla camera di combustione, raggiunge una temperatura tale da poter innescare il processo di post-combustione quando viene reimmessa all'altezza della fiamma. Oppure quando in camera di combustione si raggiunge una temperatura sufficentemente alta da scaldare direttamente l'aria che entra dalla bocca o dalla griglia.
          Quindi nel tuo caso, utilizzando legna che bruciando si incenerisce velocemente rendendo poca brace (fase in cui il legno-carbonio rende la massima temperatura), otterrai temperature non sufficentemente alte per innescare il processo.
          Un altro modo per innescare la p.c. è di far stare i fumi più a lungo nella camera di combustione in modo che le molecole si leghino. Si ottiene parzializzando la valvola in uscita per la canna fumaria ma spesso provoca annerimento del vetro..
          La p.c. è visibile anche quando si sprigionano gas della legna appena inserita in camera di combustione calda.. si noteranno delle fiamme blu che ricoprono a qualche centimetro di altezza la legna, sempre che la valvola fumi o ingresso aria sia chiusa o parzializzata.
          I camini in refrattario o ghisa sono più adatti allo scopo di quelli in acciao. Ma buona legna secca può fare realmente la differenza.
          Spero di esserti stato di aiuto.
          Un saluto.
          Gianni.
    • Re: 2 domande di Giovanni Iemmi del 16/12/2008, 10:25
      1- si sarebbe utile, ma devi tenere conto degli aspetti negativi: i fori passanti ti metteranno in comunicazione gli ambienti con possibilità di passaggio, oltre che del calore, di luce, rumori, odori.
      2- oltre a sporcare la canna fumaria, la combustione dei
      rifiuti produce inquinamento, per tanto è caldamente sconsigliata

  • Oggetto: Caminetto di Roberto del 15/12/2008, 19:57
    Messaggio: Premetto che non ci capisco nulla, una vita di riscaldamento centralizzato.
    Quale è la differenza tra inserto e monoblocco?
    ho visto il Montegrappa nb110 qualcuno sa se funziona e come?
    grazie a tutti
    Roberto
    • Re: Caminetto di Gianni del 16/12/2008, 01:05
      La differenza fra monoblocco e inserto stà nella parola.
      Inserto: Focolare ad incasso per recupero di vecchi camini o per migliorare le prestazioni di riscaldamento.
      Praticamente una scatola di acciaio-ghisa (a volte refrattari composti) con sportello ad anta che viene inserito nel vano camino. Può essere dotato di ventole ed espelle l'aria riscaldata da delle fessure poste proprio sopra lo sportello, a volte è dotato di uscite di aria nella parte superiore del carter per poter effettuare canalizzazioni. Più delicato del monoblocco in fase di installazione poichè un non perfetto tiraggio può provocare uscite di fumo durante la carica viste le dimensioni ridotte in altezza della camera di combustione.
      Monoblocco: come l'inserto ma più sviluppato in altezza e dotato di piedi per essere alloggiato a piacimento in fase di nuova costruzione o ristrutturazione. Lo sviluppo verticale fa si che il monoblocco abbia (non sempre) rendimenti maggiori poichè maggiore è la superficie di scambio calore-aria. Può essere dotato di anta sali-scendi, più comoda. Maggiore inoltre è la possibilità di poter scegliere modelli più d'arredo (panoramici-verticali-16:9) e il rivestimento interno (refrattario-acciaio-ghisa).
      Dotato spesso di ventilatore tangenziale e centralina con termostato. Può avere dai 2 ai 4 raccordi di uscita per canalizzare l'aria in ambienti limitrofi.

      Non ho mai sentito parlare del Montegrappa nb110...
      Ciao!