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- Oggetto: "la non modulabilità del fuoco a legna" di mario del 01/09/2006, 21:34
Ciao Angelo leggo tutti i tuoi interventi, e molti li condivido ( non sono un termotecnico) però devo in un punto dare ragione a PSQ :ossia il pellet è modulabile il legno purtroppo ha il vantaggio di essere la fonte di calore meno costosa ,ma non essendo modulabile può portare a degli eccessi di caldo o a dei difetti dello stesso quindi per ciò la richiesta di pellet ne ha fatto lievitare il prezzo io adesso sono in pensione potrebbe farmi comodo il legno ma prima che lavoravo sai arrivare la sera e mettermi ad accandere il caminetto o stufa non credo se non fosse a pellet poi la legna è un impegno anche prepararla stivarla prenderla e via ossia la comodità (pellet) costa di più ma vuoi mettere per chi arriva dal lavoro stanco e magari anche la moglie lavora cosa ne dici saluti.
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Messaggi di risposta:
Re: la non modulabilità del fuoco a legna di psq del 01/09/2006, 23:45In realtà il nodo della discussione è come rendere il fuoco a legna comodo come il costoso pellets.
Angelo ed alcuni altri impiantisti italiani da me consultati, sostiengono l'inutilità dell'accumulo termico. Io mi sono documentato leggendo documentazione tecnica internazionale e all'unanimità le relazioni tecniche sugli impianti a legna prevedono un accumulo proporzionato secondo la regola V [l] = P[kW] · 40
In effetti l'accumulo ti permette di avere una scorta di h2o calda da preevare alla temperatura desiderata con una valvola miscelatrice, e quando necessario.
Non capisco perchè in Germania Austria viene istalato, qui da noi viene considerato una grana in più nell'impianto.
Re: la non modulabilità del fuoco a legna di antonio del 02/09/2006, 23:40
caro PSQ ovviamente sono d'accordo con te o dove fa freddo sono tutti cretini? Io non lo credo. Il sig. Angelo l'impiantista probabilmente opera in zone climatiche diverse e ovviamente più temperate, e quindi non si può rendere conto che accendere il camino alle 6 di sera se fa freddo dopo tre ore sei ancora a li a battere i denti, ma visto che lui pensa che le sue tecniche siano universalmente applicabili, non voglio disilluderlo.
- Re: Re: la non modulabilità del fuoco a legna di psq del 03/09/2006, 10:56
Però riflettendoci bene, dove il clime è più mite la casa si riscalda con maggior facilità, quindi caricando il termocamino com 40kg di legna è più probabile che si abbiano dei picchi di temperatura che invece un accumulo potrebbe assorbire per cederla a fuoco spento!
Secondo me l'accumulo è sempre necessario.
In ogni caso vi sarò dire dato che ho ordinato un puffer da 1500L che mi dovrebbe essere consegnato tra qualche settimana.
- Come funziona il puffer di Pasquale del 07/09/2006, 10:51
Buongiorno a tutti. Il puffer è un deposito di acqua che fa da volano termico. Per poter svolgere la sua funzione deve essere mantenuto ad una teperatura da 60° a 80°. Pertanto un puffer di 1.500 litri è in grado di immagazzinare 30.000 calorie. Questo significa che in mancanza di alimentazione è in grado di garantire ad un'abitazione di 150 mq un'autonomia di 2 ore e significa anche che il generatore ha bisogno di 2 ore per riportarlo alla massima temperatura. Se lo si adopera da 50° a 80° la sua autonomia passa a 3 ore e cosi pure il tempo del generatore per riportarlo al massimo. Se ipotizziamo un generatore proporzionato alle esigenze termiche dell'abitazione, significa che non riuscirà ad alimentare contemporaneamete sia il puffer che l'impianto e quindi per poterlo fare bisogna installare un generatore circa doppio di quello occorrente. In questo caso per ogni ora di funzionamento produrrà il doppio del calore e quindi potrà sia alimentare l'impianto che il puffer ma naturalmente consumera anche il doppio. Pasquale
- Re: Come funziona il puffer di psq del 08/09/2006, 07:54
In effetti non è proprio così, durante l'arco delle 24h il fabbisogno termico cambia, al diminuire del fabbisogno, il generatore a legna (che non si può spegnere) cntinua ad andare a pieno regime ed a cedere il calore prodotto al puffer.
